giovedì 1 ottobre 2020

Primo ottobre



Il primo ottobre, una data che ho impressa nella memoria,  come un  timbro sul cartellino di riconoscimento  del tempo: primo giorno di scuola.
Data significativa per me  alunna e poi  maestra , fino a che il primo settembre non l'ha soppiantata.
Mi piaceva andare a scuola, stranamente, visto il tipo di scuola che frequentavo e che soprattutto giudicando dall'altro lato della cattedra ho considerato veramente di scarso valore; ma forse più che la scuola mi piaceva studiare, fare i compiti, mettermi alla prova.
Non ho mai pensato di impegnarmi per avere delle lodi o perché in famiglia i risultati scolastici avessero eco.  
Non è mai importato a nessuno l'esito del mio percorso scolastico ed io ho studiato per me stessa senza preoccuparmi della mancanza di giudizio di merito anche se certo ha influito sulla conclusione dei miei studi che avrei potuto continuare. Essere soli in un percorso può rafforzare il carattere ma sicuramente non è stimolante.
Il primo ottobre era la data che segnava  l'accorciarsi notevole delle giornate, con il buio che arrivava subito dopo la merenda.
Tornavo da scuola consapevole che i giochi e la compagnia dell'estate erano spariti .
La merenda era il rientro a casa, il sapore di qualcosa che sapeva di famiglia dopo le ore di anonimato fra i banchi, non erano spuntini da leccarsi i baffi ma c'era l'attenzione della mamma nel porgerli, potevo scegliere fra alcune proposte, e anche se erano sempre le stesse quel momento aveva un tenue sapore di libertà, la possibilità di dire un parere dopo ore passate ad ubbidire e a fare ciò che era richiesto che fosse compreso o no.
Complessivamente ho un ricordo triste come alunna, l'unica consolazione era quella di essere fra i benvoluti.
Potrei dire che tutto si è ribaltato quando mi sono trovata non nel banco ma di fronte ai banchi.
Quelle facce, tutte, non sono mai state anonime per me, dietro ognuna una storia, una personalità e il mio desiderio di appagare le loro curiosità e sete di sapere ma anche instaurare un rapporto di affetto e fiducia. Non sempre magari ci sono riuscita ma mai ho abbandonato il campo e soprattutto l'idea che fosse la strada giusta.
Anche da maestra al rientro da scuola mi piaceva fare merenda, retaggio , bisogno di relax, momento di riflessione forse un po' di tutto; una tazza di tè con qualche biscotto o con una fetta di crostata, nei primi anni da sola , poi con i miei figli, in ultimo con qualche collega/amica.
La bilancia adesso  è contraria alla merenda ma qualche volta non la ascolto e comunque il primo ottobre resta  un giorno storico.
Biscotti di frolla al burro o all'olio farciti con confettura o cioccolata

Per la pasta frolla:250 g di farina 00, 100 g di zucchero, 1 uovo intero, 80 g di burro o 60/80 di olio di riso, 1 pizzico di sale , 1 cucchiaino di lievito per dolci, 1 cucchiaio di latte.

Per spennellare  1 uovo ,qualche goccia di aceto di mele .

Per farcire confettura  densa o cioccolato fondente

Impastare gli ingredienti a mano o in planetaria con la foglia, l'impasto deve risultare lavorabile quindi non troppo morbido . Far riposare l'impasto  avvolto in pellicola per almeno 30 minuti  in frigorifero

Dividere l'impasto a metà, stendere fra due fogli di carta forno leggermente infarinata formando due  rettangoli.


Mettere al centro di ogni rettangolo un cordone di confettura densa o cubetti interi di cioccolato fondente tutti in fila attaccati fra loro per tutta la lunghezza.

 

  Sovrapporre  bene i due lembi di impasto sigillando.



Cercare di tenere i due filoncini ben formati in altezza modellando con le mani altrimenti in cottura si allargheranno troppo.

A questo punto si potrà spennellare con tuorlo sbattuto con poche gocce di aceto di mele.Io non l'ho fatto e ho preferito la normale doratura di cottura 

Metterli su carta forno e far raffreddare in frigorifero per almeno 30 minuti.


 Trasferire i filoncini con la carta forno sulla leccarda a forno caldo a 180°statico o a 170° ventilato per circa 25'/30'.Se si vogliono più lucidi e coloriti spennellare con uovo sbattuto con qualche goccia di aceto di mele ma basta anche spolverare solo con dello zucchero a velo dopo la cottura e il taglio.

Sfornare e raffreddare in frigorifero per circa  10 minuti poi effettuare delicatamente il taglio e far raffreddare nuovamente in frigorifero soprattutto quelli con il cioccolato  fino a che si solidifichi . 






Un'alternativa può essere quella di formare dei biscotti  tipo panzerotto. Forme rotonde farcite a piacere,  poi  piegate a mezza luna e chiuse con i rebbi di una forchetta. Cuocere come i precedenti per ottenere una intensa doratura.


Per la crostata consiglio questa ricetta . Chi l'ha provata non l'abbandona.

Crostata in doppia cottura 


 




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