lunedì 2 novembre 2009

Quell' ineguagliabile ragù.

Una serata con gli amici, netta maggioranza di uomini, così è d’obbligo il ragù.
Il buon vecchio ragù, sempre gradito da mio marito.
La cottura lenta mi permette di preparare il resto della cena , di farmi la doccia, lavarmi i capelli e sperimentare la nuova piastra con la quale riesco a fare dei morbidi ricci.
Mentre preparo la tavola una ciocca arricciata cade in avanti e percepisco un vago odore di ragù, l’ho inglobato senza rendermene conto durante le sei ore di cottura, così decido di accendere varie candele profumate in attesa degli ospiti.
Tutto perfetto, ben vestita, pettinata, truccata, la tavola si presenta bene, sono soddisfatta dei piatti che ho preparato.
Mio marito rincasa, mi bacia, entra sotto la doccia e fischietta. A lui piacciono queste serate fra amici, lo rilassano, a me non pesa cucinare.
Porto in tavola le fumanti pappardelle al ragù e dopo alcune forchettate mentre gli ospiti mi fanno i complimenti mio marito esordisce:- Buono, ma il ragù che faceva mia mamma aveva un sapore speciale!- poi si riprende…… - Certo la carne non è più quella di una volta e poi la conserva fatta in casa…. Tace rendendosi conto dell’indelicatezza.
Intanto mi è sceso di nuovo in avanti sugli occhi e sul naso lo stesso ricciolo che sa di ragù.
Gli amici dissentono, loro non hanno assaggiato mai un ragù buono come il mio e poi è così digeribile.Chiarisco che è fatto senza soffritto. Mi chiedono la ricetta.


Ragù di carne a freddo

Ingredienti: 2 cipolle rosse, 1 costola di sedano con le foglie, 1 carota, 1 bel ciuffo di prezzemolo, 400g di carne macinata di vitello (oppure 200g di vitello e 200g di maiale), olio extravergine, sale, pepe, un vasetto di concentrato di pomodoro, 1 bicchiere di vino rosso, 2 rametti di rosmarino, 5 foglie di salvia, 2 spicchi d’aglio.

Tritare cipolle, sedano, carota e prezzemolo non troppo finemente nel robot.
Mettere abbondante olio in una capace casseruola, unire il trito di verdure e la carne macinata, salare, pepare, aggiungere il vino e il concentrato di pomodoro, diluire il tutto con abbondante acqua fredda.
Mettere sul fuoco.
Tritare finemente il rosmarino, la salvia e l’aglio.
Appena il sugo raggiunge l’ebollizione aggiungere il trito aromatico preparato e coprire, questo è il segreto di famiglia ,il tocco che lo rende, a mio avviso, speciale.
Il ragù deve cuocere da un minimo di 4 a un massimo di 6 ore, molto lentamente. Si può aggiustare di sale considerando però che il sapore andrà concentrandosi durante la lunga cottura.
Quando l’olio si vede in superficie e la densità desiderata è raggiunta si può considerare pronto.
La cottura degli ingredienti messi tutti a freddo rende il ragù molto più digeribile ma ugualmente gustoso.
Per chi vuol tentare una soluzione ancora più leggera può usare carne di tacchino, il risultato inconsueto è comunque gradevole.































Dopo l’affronto culinario ricevuto capisco che non potrò mai eguagliare il ragù di mia suocera perché a mio marito accade quello che avviene a tutti, il sapore dell’infanzia è accompagnato da ricordi che si associano a piatti che le nonne e le mamme preparavano; i profumi, il gusto, si mescolano ai giochi, alle amicizie, ai luoghi davvero resi irripetibili nella memoria.

Decido di mettermi all’opera per creare qualcosa di mio, insomma un “ineguagliabile” nella memoria di amici e famigliari perché anch’io vorrei lasciare un sapore, un odore che nel tempo resista e che resti imprigionato in un morbido ciuffo di capelli. Sarà un ragù!

Ragù di pesce

Ingredienti: 5 o 6 calamari di medie dimensioni, pangrattato q.b , 3 pomodori freschi ben maturi (d’inverno meglio usare i pelati interi e sgocciolati ), ½ peperoncino segradito, 2 spicchi d’aglio, prezzemolo, 2 dita di vino bianco secco, 2 piccole patate, olio extravergine, sale, pepe.


Pulire i calamari.









Mettere insieme tentacoli ed alette.












Tritare nel robot tentacoli, alette, 1 spicchio d’aglio e le due patate crude tagliate a pezzi.








Riunire in una ciotola il trito ottenuto, salare e pepare.











Aggiungere il pangrattato fino ad ottenere delle morbide polpette che presserete con le mani.









Mettere in una padella piuttosto profonda l’olio e lo spicchio d’aglio intero, che eliminerete non appena avrà profumato l'olio, unire i piccoli polpettoni e rosolare bene.










Aggiungere i calamari interi.













Dopo circa 5 minuti irrorare con il vino bianco.














Far sfumare il vino, aggiungere i pomodori maturi a pezzettini.









Sbriciolare grossolanamente con la forchetta i polpettoni in modo da ottenere grosse briciole simili al classico macinato del ragù di carne,
tale operazione si può fare anche direttamente
in padella.










Far cuocere il ragù finché il pesce è tenero e la densità del sugo giusta.








Qualche minuto prima di togliere dal fuoco estrarre i calamari e metterli su un tagliere .










Tritarli a pezzettini(per questa operazione usare coltello o mezzaluna) senza far sfaldare troppo il pesce.









Mettere di nuovo i calamari tritati nel sugo, mescolare, sobbollire per pochi minuti.
Il ragù di pesce è pronto ma se volete renderlo più profumato aggiungere il prezzemolo tritato e ,se gradito, dei pezzettini di peperoncino fresco senza semi.
Questo ragù di pesce è adatto per condire maltagliati, penne rigate o gnocchi di patate.Servire a parte del parmigiano grattato che vi si sposa bene.

1 commento:

  1. Io a quella cena avrei proprio voluto esserci..credo che le pappardelle al ragout ed il tuo ricciolo che cadeva giù meritassero un encomio particolare....

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