lunedì 27 settembre 2010

Una storia di famiglia

Sua madre aveva quindici anni quando fu presa da quell’ uomo più grande di lei di trentacinque, che dirigeva la fattoria, perfino più vecchio di suo padre che all’epoca ne aveva quarantuno, e che, uomo troppo umile, non osò ribellarsi al fattore, il quale poteva affamare tutti loro, anche perché la fanciulla terrorizzata e, forse anche minacciata da quel vigliacco, mai dichiarò apertamente il nome del colpevole.
La vergogna colpì la famiglia, gettando nel disonore la fanciulla e le sue tre sorelle; la maggiore fu lasciata dal fidanzato, allora non c'era freno al pregiudizio.
Lui era nato così, senza che quel padre lo riconoscesse come figlio legittimo, neppure molti anni dopo, quando, ormai settantenne, sposò sua mamma “per non lasciarla in mezzo ad una strada”come ebbero a sentire le orecchie del giovane uomo, che a scuola più volte aveva dovuto sopportare di essere chiamato bastardo, da quei compagni crudeli che ripetevano le parole degli adulti.
Un bambino difficile, amato dai nonni e dalle zie, ma non abbastanza da quella madre bambina che si era chiusa in sé stessa, perdendo la voglia di vivere, negando a lui un vero affetto, ammalandosi precocemente di parkinson, per sposare infine a quarant’ anni un vecchio egoista che le aveva rubato la spensieratezza degli anni più belli e la felicità di quelli futuri, e che da malata le fece procreare un altro figlio con tristi conseguenze, dimostrando la sua crudeltà senza limiti.
Un giovane scapestrato, intelligente, abile nel lavoro che però non riusciva a mantenere.
Le donne erano la sua occupazione preferita, dotato della bellezza ereditata dalla madre e di notevole simpatia non faticava a farle innamorare.
Sempre alla ricerca di un qualcosa che aveva in lui radici lontane, la fortuna spesso gli arrideva ma le dava un calcio per sbadataggine o forse ingenuità.
Farsi una famiglia gli sembrò una soluzione ai suoi problemi, una moglie innamorata,
due figli …
Però quella smania tornò a farsi sentire e si concretizzò in una scelta quando si presentò l’occasione, andare via , all’estero, per lavoro, per realizzare qualcosa o per lasciare qualcos'altro alle spalle.
In un primo tempo tutto sembrò andare bene, ma quando conobbe quella splendida donna greca l’amore sempre inseguito e mai raggiunto lo avvolse.
La sua prima famiglia lo lasciò dolorosamente libero, affrontò il suo nuovo destino, ebbe un altro figlio, che purtroppo lasciò bambino, perché la morte volle togliere precocemente al suo ultimogenito, quello che a lui non era mai stato concesso.

POMODORI CON TZATZIKI

Ingredienti per 4 persone: 4 pomodori maturi ma sodi

Per lo Tzatziki:una confezione di yogurt greco Total 0%,1 cetriolo, 1 o 2 spicchi d’aglio, 1 cucchiaio d’olio extravergine, sale , pepe, erba cipollina o aneto, aceto q.b.

Tagliare a metà i pomodori svuotarli e salarli un poco, tenerli capovolti per scolare l’acqua.
Lavare e grattugiare il cetriolo
( se è fresco anche con la buccia) molto grossolanamente. Porlo in un colino contenuto in una ciotola e far scolare l'acqua di vegetazione per almeno 1 ora. Trascorso il tempo necessario strizzare il cetriolo con il dorso di un cucchiaio per eliminare tutta l’acqua.
Tritare l’erba cipollina o l’aneto.
Tritare finemente l’aglio magari passandolo nello spremi aglio o pestandolo in un mortaio per ricavarne proprio una crema.
Amalgamare lo yogurt con tutti gli ingredienti, aggiungere olio e aceto quanto basta, aggiustare di sale e pepe.
Si conserva in frigorifero per circa una settimana.
Al momento di servire l'antipasto riempire i mezzi pomodori con lo tzatziki, decorare con erba cipolline o con qualche oliva.
Per l'aperitivo utilizzare pomodori ciliegini.
Potete servire lo tzatziki anche su dei crostini di pane tostato
o ancora come contorno per il pesce o per la carne.

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