venerdì 3 settembre 2010

Una volta nella vita

Era salita in aereo con la testa ma non con il cuore.
La parte razionale di me si era fatta convincere che era il mezzo migliore per raggiungere Parigi velocemente.
La parte emotiva però mi aveva tenuto inchiodata alla poltrona, rifiutandosi di farmi guardare fuori dal finestrino se non per qualche discreta e furtiva sbirciatina.
Parigi ci aveva accolto come una vera signora da salotto sa fare.
Ci incuriosiva, ci coccolava, ci stimolava a conoscere e a guardare.
Le uniche pause erano quelle che ci concedevamo per i pasti.
Ci piaceva visitare i mercatini e i piccoli supermercati, dove, guidati dai sensi, ci dedicavamo all’acquisto di formaggi, salumi, salse che andavano ad arricchire fragranti baguette.
Quando non puoi consumare un pasto caldo la cosa migliore è farsi un buon panino, intendo di quelli su misura, con le specialità del luogo; quando lo addenti ne conosci il mistero, il dentro e il fuori si uniscono in un morbido abbraccio.
Ma doveva accadere….
Passavamo davanti ad una delle famose catene di fast food , così mia figlia ispirata dichiarò che “una volta nella vita “ dovevo provare un loro panino.
Rinunciai all’invenzione del mio panino quotidiano ed entrammo.
I colori e le scritte mi aggredirono ma decisi di non fare l’antipatica e trattenni i commenti, mi lasciai consigliare e restai in attesa.
Panino, patatine fritte, ketchup e maionese in piccole bustine.
Il sapore che mi invase la bocca era anonimo, qualche morso e fu tutto finito.
Mi restò fame “di gusto” ed una notevole delusione.
Conclusi con le patatine e le salse nelle quali però non riconobbi i sapori a cui sono abituata.
Intanto nei miei occhi, guidati dal pensiero, scorreva una carrellata di formaggi francesi, potevo scegliere mentalmente il panino del giorno dopo.
KETCHUP
Ingredienti:2 cipolle rosse, 2 carote, 2 coste di sedano, ½ bicchiere d’olio extravergine, 1 kg e ½ di pomodori maturi, 2 peperoni rossi, 50/60 g di zucchero, 2 foglie di alloro, timo, cannella, 1 cucchiaio di senape, sale ,pepe,80g di aceto di mele.

Tritare cipolle, carote, sedano(fig.1). Far imbiondire in una capace casseruola con tutto l'olio le verdure tritate.
Quando saranno appassite unire i pomodori maturi(fig.2) e i peperoni rossi tagliati a pezzi(fig.3) , lo zucchero(fig.4) e tutti gli aromi(fig.5 e fig 6 ), quindi unire l’aceto(fig.7). Pepare e salare poco perché la salsa cocendo tende a restringersi.
Cuocere bene il tutto(fig.8), ottenendo una salsa piuttosto densa (fig.9)poi passare attraverso un passino molto fine, controllare la densità della salsa ed eventualmente far ritirare al fuoco o aggiungere 1 o 2 cucchiaini di fecola stemprati in un po’ di salsa fredda. Assaggiare la salsa e se necessario aggiungete ancora sale e pepe.
Rimetterla su fuoco moderato e lasciar bollire piano per una decina di minuti ancora, quindi versare la ketchup calda in piccoli vasetti col tappo a chiusura ermetica(fig.10).
Farli sterilizzare mettendoli in una pentola coperti di acqua fredda e dall’ebollizione calcolare 25/30minuti. Far freddare i vasetti nell’acqua di sterilizzazione.
Si potrà personalizzare il gusto di questa salsa variando la quantità di zucchero o di aceto, di peperoni o aromi.La ketchup può accompagnare patatine fritte(fig.11 e fig12), hamburger, wustell, ma si adatta in genere a carne e pesce lessi o alla griglia.
Indispensabile per ottenere la salsa rosa di accompagnamento ai crostacei.
Questa salsa fatta in casa è molto diversa da quella che di solito viene proposta dall’industria conserviera, in genere piace a grandi e piccini.

2 commenti:

  1. ciao, sei bravissima.
    ti volevo chiedere una cosa.... per le pesche di prato...perchè fai due tipi di impasto? non mi è chiara a ricetta :P

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  2. scusami di nuovo io... non avevo letto che il primo impasto va nel secondo :P

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