domenica 15 novembre 2015

Il primo viaggio

Il mio primo viaggio all'estero  fu quello in Spagna. Avevo ventitre anni ed ero già sposata da un anno, a pensarlo adesso sembra in possibile, non il viaggio naturalmente, il matrimonio.
Partire mi sembrò una vera avventura, era il  luglio del 1976 e non era così scontato viaggiare soprattutto fuori dall'Italia, nella mia famiglia, nonostante fossi la più giovane, fui la prima a varcare il confine.
Come campeggiatori avevamo previsto varie tappe con l'obiettivo di fare tutta la costa del sud fino allo stretto di Gibilterra e così fu.
Naturalmente né io né mio marito eravamo provetti viaggiatori e tanto meno veterani campeggiatori. Avevamo messo  sul portabagagli della nostra 128 rossa una cassa da filati, tanto per non dare nell'occhio come pratesi, nella quale avevamo riposto tutto il necessario per il campeggio. Chi conosce tali casse in plastica nera avrà la possibilità di immaginare il nostro carico. Alla prima sosta in Francia, in una stazione di servizio, ci eravamo già dimenticati del carico fantozziano e presi dall'entusiasmo del viaggio ci dirigemmo a parcheggiare tranquillamente sotto una tettoia, il botto fu forte e la cassa scivolò via appoggiandosi sulla carrozzeria posteriore. Questo particolare disastroso non ci fece perdere d'animo, issammo di nuovo la nostra cassa e via verso la meta.
Arrivammo a Barcellona e poi Valencia, Granada , Malaga fino a punta de Tarifa. Paesi e città mai visti si offrirono ai nostri occhi insieme a monumenti, usi, costumi, piatti e prodotti tipici. Mangiammo e bevemmo a volontà entrando nello spirito dell'accogliente popolo spagnolo.
Sangria e paella  ci conquistarono, di pollo, di pesce, mista la mangiammo in ogni cittadina o piccolo paese dai bianchi muri assolati. Sulla strada del ritorno poco distante dal confine francese nella città di Figueres (in castigliano Figueras) in Catalogna, città natale di Salvador Dalì, in un ristorante tipico molto raffinato mangiammo la paella vincente fra tutte.
Con le poche cognizioni di cucina che avevo allora cercai di carpire la ricetta e penso di esserci riuscita, la propongo ormai da anni ed è sempre molto gradita. Durante quel viaggio comprai  teglie da paella di tutte le dimensioni fino a 50 cm di diametro, compreso il bruciatore a gas per cuocerla.
La nostra cassa bagaglio si riempì e appesantì ulteriormente ma ormai faceva parte del nostro vissuto. L'anno successivo abbandonammo la cassa ma invece che ridimensionare il bagaglio comprammo un carrello appendice; non sapevo cosa avrei comprato nel nostro viaggio in Puglia ma sicuramente mi sarei fatta tentare da qualche attrezzo di cucina, il principale fu la chitarra per spaghetti.
 Bruciatore per cuocere  la paella.

PAЁLLA

Ingredienti per 12 persone:½ petto di pollo, 250 g di carne di maiale magra, 12 gamberoni o 12 scampi, ½ kg di cozze, 1 sacchetto di vongole veraci, 1 seppia, 2 o 3 calamari, 1 piccolo polpo (facoltativo), 1 filetto o 1 trancio di pesce(gallinella, pesce spada o altro…) 100 g di pancetta tagliata in piccoli cubetti o tritata, 4 tazze di riso Samba o Vialone nano o Carnaroli, 1 scatola di piselli surgelati, 300 g di fagiolini, 1 cipolla tritata, 2 peperoni rossi, 2 o 3 pomodori maturi, 100 g di salsiccia napoletana piccante, 1 cucchiaino di origano, 1 peperoncino rosso, 2 spicchi d’aglio, 1 o 2 bustine di zafferano o pistilli, olio, sale, circa 8 tazze di brodo di pesce.

Tagliare il pollo e il maiale in piccoli bocconcini. Mettere in una ciotola il peperoncino, l’origano, l’aglio tritato, 2 cucchiai d’olio e un poco di sale, cospargere la carne con questa mistura e lasciarla insaporire.
Sbucciare i peperoni con un pela patate, tagliarli a strisce e saltarli in padella con olio.
 
 
Cuocere a vapore al dente, i piselli e i fagiolini tagliati a tronchetti (anche utilizzando la pentola a pressione).
 

Sbucciare i pomodori, dopo averli immersi in una pentola d’acqua in ebollizione per pochi istanti. Tagliarli a pezzi e salarli.
Pulire i vari tipi di pesce tagliarli a pezzetti e tenerli separati per tipo (il pesce si può cuocere prima in bianco con poco olio e vino bianco anche utilizzando la pentola a pressione) o al momento con il riso unendolo secondo il tempo di cottura).
Far aprire cozze e vongole(spurgate in acqua e sale) mantenendole nel guscio e conservando il liquido che producono in cottura dopo averlo filtrato.




Mettere lo zafferano in un bicchiere di acqua tiepida.
Tritare la cipolla e la pancetta.

Se non si dispone della classica teglia da paëlla utilizzarne una larga e capiente, metterci l’olio unendo cipolla, pancetta e i bocconcini di carne marinati; lasciar rosolare piano per circa 20’
Aggiungere i pomodori, il riso;dopo pochi istanti irrorare con il liquido filtrato  dei molluschi ,il brodo di pesce caldo ed infine unire l'acqua profumata con lo zafferano. Durante la cottura del riso aggiungere il pesce(se non è stato cotto preventivamente secondo la durezza) per ultimo unire i filetti di pesce a pezzi non troppo piccoli e i gamberi( entrambe crudi) .Può darsi che sia necessario aggiungere brodo di pesce durante la cottura. Infine unire piselli e fagiolini. Aggiustare di sale.
Alcuni minuti prima della fine della cottura del riso aggiungere le vongole e alcune cozze. 

Decorare con i gamberoni o gli scampi fatti saltare a parte in bianco in padella, guarnire con i filetti di peperone, le fettine di salsiccia piccante e qualche cozza tenuta da parte. 
 
SANGRIA 
Ingredienti:1 litro di vino rosso,1 bicchiere di Schweppes, 1 bicchierino di Contrieu o di brandy, 2 cucchiai di zucchero, 1 limone, 1 arancia, 1/2 mela, ½ pesca (se è stagione) , qualche chicco d’uva, 1 bastoncino piccolo di cannella.


Spremere mezzo limone e mezza arancia, mettere il succo in una caraffa.
 Unire il vino, il  liquore, lo zucchero, la Schweppes e mescolare. Tagliare a fette piuttosto spesse il  limone e l’arancia rimasti mantenendo loro la buccia.
Affettare nello stesso modo la mela e la pesca senza togliere loro la buccia.
Mettere la frutta affettata nella caraffa, unire i chicchi d’uva e la cannella.

Mettere la sangria in frigorifero.

 Servire la sangria fresca  con ghiaccio .
Accompagnandola con la paëlla.

In estate la sangria può essere servita fresca anche come aperitivo accompagnata dalle caratteristiche tapas.
La sangria è gradevole anche bevuta fresca in un dopo cena estivo durante una partita a carte o facendo una chiacchierata fra amici.

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