martedì 24 aprile 2012

Il carrello repellente


Sembra che il carrello intelligente per fare  la spesa  sia semplicemente un’utopia, poco male, chi ha fretta continuerà ad usare semplicemente il salvatempo, forse, invece, occorrerebbe concentrare le ricerche per realizzare il carrello repellente, che aiuti a rifiutare l’acquisto di cibi poco sani, atmosfericamente trattati, trasformati,  manipolati,  quindi maggiormente soggetti ad alterazioni e ad utilizzo di  additivi e conservanti.
Mentre sono in sosta forzata alla cassa, sempre ,viziosamente, mi scopro ad osservare il contenuto dei carrelli vicini al mio, spesso abbondano i prodotti pronti, semi- pronti, surgelati e non,  poi il mio sguardo si alza verso l’acquirente anche se so già chi mi troverò davanti; la giovane coppia uscita dal lavoro che discute se arrostire o bollire  i due grossi wurstel che sono morbidamente appoggiati sul sacchetto d’insalata già lavata, mentre  due barattoli di salse rotolano scontrandosi allegramente; la mamma seguita da prole che nel tragitto fra la palestra del figli e la propria ha sostato per acquistare velocemente la cena a base di bastoncini di pesce pre-fritti e un sacchetto gigante  di patatine fritte ; la pigra massaia stufa di cucinare che ha optato per qualcosa di surgelato da saltare velocemente in padella; il giovanotto o la ragazza single che risolvono  la cena con un pezzo di pizza rinsecchita o un gommoso cellofanato  panino da hamburger che giace vicino all’italiana svizzerina, la quale non ha perso lo smagliante colore rosso vivo neppure se da due giorni si abbronza sotto le luci accese del reparto macelleria . Miracolo!? Direi di sì, visto che la  mia carne macinata cambia colore dopo poche ore.
Guardo le  povere materie prime raccolte nel mio carrello che è visibilmente più antiquato, un pacco di farina, burro, uova, zucchero, uno di pasta di kamut, un cesto d’insalata, dei topinambur, un sacchetto di verdi e terrosi spinaci, quattro carciofi, un grosso pezzo di melino, mele e arance.
I colori naturali dei prodotti che sto per pagare non possono competere con i lucidi e colorati involucri dove  saltano agli occhi ben note scritte pubblicitarie e personaggi simpatici, buffi e famosi fanno capolino.
Decisamente il mio carrello appare cromaticamente più mesto, ma penso alla pasta e ai biscotti che conto di preparare, sorrido a quegli sconosciuti che non possono capire con quale gioia accenderò forno e fornelli.

 PASTA DI KAMUT ALLA GERUSALEMME


Ingredienti per 4 persone: 360g di pasta di kamut, 4 carciofi, 2 o 3 topinambur, prezzemolo tritato q.b, 1 limone biologico, 40g di ricotta salata o pecorino in scaglie, 2 spicchi d’aglio fresco, un cipollotto bianco, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Pulire i carciofi eliminando le foglie fibrose e i gambi.
Spuntarli abbondantemente e svuotarli dal fieno interno e porli in acqua fredda e succo di limone.Sbucciare i topinambur e affettarli piuttosto sottilmente, asciugarli con della carta assorbente da cucina. 
 Mettere in una casseruola l’olio aggiungere i topinambur e farli rosolare bene.

Scolare in un piatto e salare.

Mettere nell’olio due spicchi d’aglio interi, un cipollotto fresco tritato, far appassire unendo poca acqua.

Aggiungere  i carciofi affettati.
Saltare i carciofi mantenendoli croccanti, se necessario aggiungere poca acqua o brodo vegetale, regolare di sale e pepe, eliminare l’aglio.Tritare finemente il prezzemolo e a parte anche la scorza del limone biologico(parte gialla).


Lessare la pasta al dente in acqua salata,  scolare nella padella con i carciofi, mescolare. 

Aggiungere le fettine di topinambur, la ricotta a scaglie, 

il prezzemolo e la scorza di limone tritata.


Cookies
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COOKIES
Ingredienti: burro salato 150g (o normale al quale aggiungeremo 1 cucchiaino raso di sale) 100g di zucchero semolato, 100g di zucchero di canna chiaro, 1 uovo, farina 300g ,  1/2 cucchiaino di bicarbonato, 3 cucchiai di sciroppo d'acero, 150g di cioccolato tritato o in  gocce, 150g di noci pecan o  mandorle o anacardi o altra frutta secca tritata grossolanamente.


In una ciotola montare il burro morbido con lo zucchero semolato, fino a ottenere una crema chiara e morbida, aggiungere sale e  zucchero di canna, poi l'uovo e lo sciroppo d’acero, infine la farina setacciata con il bicarbonato, senza lavorare troppo(fig.1), per ultime unire le gocce di cioccolato(fig.2) e la frutta secca(fig.3). Quando si avrà un composto sodo e leggermente appiccicoso, dividerlo in parti per formare dei cilindri di circa 4cm di diametro(fig.4). Avvolgerli con pellicola(fig.5) e farli riposare nel frigo per almeno 5 ore, infine toglierli dalla pellicola (fig.6 ), affettare i cilindri a fette spesse circa un centimetro(fig.7).
 Riscaldare il forno a 180°.
 Porre i biscotti crudi su una teglia rivestita con carta da forno, avendo cura di lasciare un po' di spazio tra ogni biscotto(fig.8).
Cuocere per circa 15/20 minuti, fino a quando i biscotti saranno dorati.
Far raffreddare su una griglia(fig.9- fig.10).
Questi biscotti si mantengono a lungo e sono adatti per essere regalati in occasione di una ricorrenza speciale.

mercoledì 18 aprile 2012

C'era una volta la minestra.

La cena iniziava sempre con un buon piatto di minestra fumante, fatta  con spinaci, patate, piselli… certo è, che non ero felice davanti ai vapori della mia  scodella, dove vedevo galleggiare pezzettini, per lo più verdi, di sostanze, allora per me, vagamente identificabili.
Il mio primo sentimento era di rifiuto, ma nessuno sembrava curarsi del mio rigetto.
Talvolta per sdrammatizzare la mamma canticchiava ironicamente... 
Domani è festa,
si mangia la minestra.
La minestra non mi piace,
si mangerà la brace.
La brace è troppo nera,
si mangerà la pera.
La pera è troppo bianca,
si mangerà la panca.
La panca è troppo dura.
Si va a letto addirittura.
Guardavo i cucchiai arrivare alle bocche, ricevuti da un soffio o dall’accoglienza morbida delle labbra, intanto giravo nel piatto il mio, formando un piccolo vortice che inghiottiva quei frantumi sospetti.
Come quasi tutti i bambini, che per istinto si fidano solo dell’omogeneità e della compattezza di colore, indugiavo a lungo di fronte alla porzione serale.
Quando i presenti avevano ormai scoperto il fondo, io iniziavo ad assaporare, a punta di cucchiaio, la minestra, che immancabilmente consumavo fredda, mentre la mamma commentava.
-Ti sei decisa! Non era meglio se la mangiavi calda?
Scuotevo la mia caparbia testolina, sapevo che l’indomani niente sarebbe cambiato, di nuovo una minestra, la mia nuova reticenza, lo stesso annegamento anche se di una diversa verdura; una cosa non potevo prevedere, che il ricordo di quel piatto sarebbe stato uno dei più intensi e quei sapori fra i più amati e ritentati nella mia cucina di adulta.


MINESTRA DI PISELLI


Ingredienti per 4 persone: ½ cipolla preferibilmente fresca, 1 pezzetto di aglio fresco(se gradito), ½ carota, ½ costa di sedano, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 litro e ½ d’acqua, 200g di piselli freschi sgranati, 1 puntina di estratto di carne, 200g di quadrucci all’uovo, olio extravergine d’oliva q.b, sale, pepe, parmigiano grattato(se gradito).


Tritare finemente cipolla, carota , sedano e aglio e far appassire dolcemente in una capace casseruola con olio extravergine, salare.
Aggiungere la salsa di pomodoro, l’acqua fredda e i piselli.
Unire  l’estratto di carne e aggiustare di sale.

Preparare i quadrucci



Quando i piselli sono quasi giunti a cottura calcolare i tempi di cottura della pasta e versare i quadrucci nel brodo.

Servire nelle scodelle, aggiungere il prezzemolo tritato, un filo d’olio crudo, una macinata di pepe e parmigiano.
Questa minestra permette di utilizzare i piselli quando sono anche un po’ grandi e pastosi, senza comunque perdere la sua gradevolezza.
E’ buona calda, tiepida o fredda.



sabato 14 aprile 2012

Pensieri lievi


Vorrei avere pensieri lievi, passi leggeri, parole leggiadre, invece salgo faticosamente per il sentiero con il cuore stretto, il respiro corto e so che lassù non c’è nessuno ad attendere; finiti i tempi delle gaie voci, delle sicure attese.

Questa tardo pranzo o precoce merenda  si adatta ai tempi incerti e a questa  esitante stagione.

Ma qualcosa in alto emerge, e di bellezza avvolge il mio sguardo ovunque vaghi.

Forse la natura preserva i paesaggi per chi come me ha bisogno di ritrovarsi.
Adesso sorrido, respiro liberamente e rivolta verso il cielo godo ogni tepore del dubbioso sole.
Assopirsi con sogni vaporosi, svegliarsi con una sana fame.

Il mio cestino di provviste attende.
Le prime piccole formiche coraggiose approvano le pietanze appetitose che ho cucinato ed io con loro.
Terrina di pollo e maiale
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TERRINA DI POLLO E MAIALE
di Emanuela

Ingredienti per 6 persone: 1 petto di pollo, 500g di carne di maiale, parmigiano q.b., 5 fette di mortadella, sale, pepe, burro q.b., spezie toscane q.b.

Far congelare un poco la carne in modo da poterla tagliare a fettine sottili.
Imburrare bene un tegame di porcellana da fuoco.
Fare uno strato ben compatto con le fettine di pollo leggermente sovrapposte(fig.1), salare poco, pepare e, se gradite, condire con un pizzico di spezie aggiungere dei fiocchetti di burro (se piace usare burro al tartufo) (fig.2),scaglie di parmigiano sottili (fig.3)e coprire con uno strato di mortadella(fig.4).
Fare uno strato di fettine di carne di maiale e condire seguendo lo stesso procedimento usato per il pollo(fig.5).
Ripetere gli strati, alternando i due tipi di carne con il loro condimento e la mortadella ( per circa 6 volte), terminare con la carne di maiale, salare poco e pepare(fig.6 ).
Il sale va usato con moderazione perché la mortadella e il parmigiano daranno sapidità alla carne.
Coprire e cuocere sul gas a fiamma all’inizio bassa, poi molto moderata(fig.7).
La carne produrrà acqua ma piano piano la ritirerà.
Quando la terrina prenderà consistenza divenendo compatta, girare con una paletta(fig.8). In tutto si dovrà girare 2 o 3 volte finché la carne apparirà dorata su entrambe i lati(fig.9).
Occorreranno circa 40 minuti di cottura.
Ultimare la cottura senza coperchio per far addensare il fondo(fig.10).
Servire la terrina tiepida o fredda anche con il suo sughetto(fig.11-fig 12).
Accompagnare con verdure cotte o crude, molto indicato lo stufato di verdure primaverili.(fig13- fig14).
Stufato di verdure primaverili
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STUFATO DI VERDURE PRIMAVERILI 
Ingredienti per 6 persone: 6 carciofi, 200g di fave, 200g di piselli, 1 mazzo di asparagi, 1 cespo di lattuga, 4 cipollotti, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 spicchi d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, olio extravergine q.b, sale , pepe, 1 limone.

Pulire i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e le punte, tagliarli in piccoli spicchi e tenerli in una ciotola con acqua fredda acidulata con il limone.
Scottare per pochi secondi fave e piselli(se sono surgelati), eliminare la pellicina alle fave(fig.1).
Sfogliare la lattuga eliminando le foglie esterne, lavare bene e lasciar asciugare.
Affettare grossolanamente i cipollotti, metterli in una casseruola con l’olio e l’aglio schiacciato(fig,2), unire i carciofi(fig.3), i piselli(fig.4), gli asparagi tagliati(fig.5), salare, pepare e far insaporire, bagnare con il vino bianco e proseguire la cottura per circa 10/15 minuti, infine aggiungere le fave, unire le foglie di lattuga tagliate(fig,6), coprire e lasciare che appassiscano, mescolare, aggiustare di sale e pepe(fig.7).
Lasciar riposare lo stufato e servirlo tiepido(fig.8).

lunedì 2 aprile 2012

Buona Pasqua con dolcezza


La Pasqua è una festa che ha in sé la grazia e la dolcezza portata dalla primavera, il clima mite, le ore di luce che si affacciano più a lungo ritardando la sera.
C’è chi ricorda il detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, io penso che come ogni festività sia  più lieta se passata in famiglia.  
Proprio prima delle vacanze pasquali avevamo programmato la visita alla casa di riposo perché i bambini potessero sentire dalla voce dei nonni, le ninne nanne, le cantilene, le giocose filastrocche  che avevano rallegrato la loro lontanissima infanzia.
Mi colpì fra tutte una signora, minuta, elegante con un malinconico sorriso.
Sembrava di passaggio,  il suo sguardo era più lucido rispetto agli occhi assenti che ci circondavano e a quelle menti ovattate che sembravano non riuscire a percorrere a ritroso la vita, alla ricerca di quelle parole tante volte ripetute ma ormai dimenticate.
Appena le fui vicino mi fece molte domande sulla nostra ricerca, poi spontaneamente cominciò a narrarmi la sua storia.
Lei ed il marito avevano una sartoria in centro,  con un' ampia e soddisfatta clientela; un lavoro amato e due figli maschi che li riempivano d’orgoglio.
Purtroppo aveva perso prematuramente il suo compagno, aveva tirato avanti da sola l’attività per far crescere i due ragazzi che l’avevano amata molto.
Tragicamente uno dopo l’altro aveva visto i figli ammalarsi e morire.
Nuore e nipoti avevano preso la decisione di portarla nella casa di riposo.
Sopravvivere ai figli era stata una beffa che la vita aveva voluto duramente riservarle, non portava rancore ai familiari che l’avevano lasciata lì, non riusciva a provare nessuna sofferenza, il dolore dell’abbandono l’aveva segnata crudelmente troppe volte nella sua esistenza.
Guardava i bambini che giravano intorno attenti a carpire qualche frase cantilenata, ne chiamò alcuni e canticchiò loro una nenia che probabilmente le riportava fra le braccia il cullare dei suoi figli.
Dopo circa due mesi tornammo per proporre a quegli anziani uno spettacolo con canzoncine della loro verde età.
Cercai con gli occhi la gentile signora ma incontrai uno sguardo assente, non mi riconobbe, seguiva solo a tratti l’esibizione dei bambini, si vedeva che la sua mente vagava altrove.
Probabilmente si perdeva  nei dolori della sua vita, nella mancanza degli affetti, nelle note di quelle arie conosciute ma ormai lontane.

Torta lievitata alla crema
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TORTA LIEVITATA ALLA CREMA


Ingredienti per 6 persone: 250g di farina,125g di zucchero,125g di burro, 3 uova, 1 bustina di lievito in polvere, crema pasticcera, 1 bicchierino di rum, un pizzico di sale.

Mettere in una terrina il burro morbido a pezzetti, unire lo zucchero e montare fino ad ottenere una crema soffice, montando incorporare un uovo intero e 2 tuorli, un bicchierino di rum, il lievito, un pizzico di sale e la farina, a poco a poco(fig.1), mescolando delicatamente(fig.2).
Foderare il fondo di una tortiera,  di 18/19cm di diametro con i bordi alti, con un disco di carta forno imburrato e infarinato, infine con l'aiuto di una tasca stendere la pasta(fig.3-fig.4) farla aderire anche  alle pareti (fig.5), versare dentro la crema pasticcera, livellandola bene(fig.6 ). Coprire con la pasta saldando bene i bordi(fig.7-fig.8).
Cuocere in forno a 180°/170° per circa un’ora.
Far raffreddare la torta bene, prima a temperatura ambiente(fig.9)  poi in frigorifero per alcune ore. Sformare la torta, anche il giorno successivo alla cottura, aiutandosi con impacchi caldi per sciogliere il velo di burro sul fondo, sistemare sul vassoio capovolta(fig.10), eliminare la carta forno(fig.11).
Preparare alcune decorazioni di pasta di zucchero(fig.12-fig13)
Decorare la torta con decorazioni di pasta di zucchero(fig.14) incollate sulla superficie con la ghiaccia (fig.15-fig 16-fig17-fig18-fig19).
Affettare la torta e servire(fig.20).
Con la stessa pasta si possono fare dolcetti monoporzione(fig.21)

Per la crema pasticcera:   1 uovo e 2 tuorli, 150 g. di zucchero, 20 g. di zucchero vanigliato o aroma di vaniglia, 5 cucchiai di amido di frumento(frumina), ¾ di litro di latte caldo.

Montare le uova con lo zucchero e l’aroma di vaniglia in un tegame che possa andare sul fuoco, unire l’amido di frumento continuando a montare infine unire il latte bollente.
Mettere sul fuoco moderato e mescolare con una frusta finché la crema non raggiunga l’ebollizione.
Lasciar cuocere cinque minuti continuando a mescolare.
Togliere dal fuoco e coprire la superficie con  pellicola a contatto.
Preparare la crema con un giorno d’anticipo conservandola in frigorifero, dovrà diventare molto densa e compatta.

Per la ghiaccia: 250g di zucchero a velo, 25g di chiaro d’uovo, poche gocce di limone.

Prima sciogliere con una forchetta lo zucchero con il chiaro, poi montare con il frullino.
Il limone serve a rendere la glassa più lucida.

Torta con mousse di albicocche
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TORTA CON MOUSSE DI ALBICOCCA
Ingredienti per 12 persone: 1 pandispagna al cioccolato del diametro di circa 25cm, 125ml d’acqua, 50g di miele dal sapore delicato, 300g di albicocche secche, 55g di zucchero, 2 albumi grandi,  8g di gelatina in polvere, 250ml di panna fresca.

Per il pandispagna al cioccolato: 3 uova, 180g di zucchero, 150g di farina 00, 50g fecola di patate, 8 cucchiai d’acqua bollente, 1 presa di sale, 50g di cacao amaro, aroma di vaniglia, 2 cucchiaini di lievito.

 Montare i tuorli con l’acqua bollente. Aggiungere 180g di zucchero e montare benissimo, finché il composto non risulta spumoso (è indispensabile il frullino elettrico). Mescolare le farine, il cacao e il lievito nel setaccio.
Montare le chiare a neve densa con la presa di sale e il restante zucchero.
Passare le farine dal setaccio unendo delicatamente, poco per volta, alla spuma d’uovo con l’aiuto di una frusta, alternare con un po’ di chiare montate e finito di amalgamare la farina unire tutte le chiare montate facendo attenzione a non smontare il composto.
Imburrare e infarinare una teglia da forno. Versare l’impasto e cuocere in forno a 180° per 30- 35 minuti. Sfornare, lasciare qualche minuto ancora nello stampo poi sformare su una gratella per far asciugare(fig.1). È meglio preparare il pandispagna in anticipo anche di 2 giorni conservandolo avvolto con pellicola. Una volta freddo si può congelare. Per utilizzarlo fare scongelare a temperatura ambiente per 20 minuti circa, il risultato è un pandispagna perfetto, come fresco.
Per la mousse di albicocca:far bollire le albicocche in una casseruola con 125ml d’acqua e cuocere finché diventano tenere e l’acqua è evaporata(fig.2). Lasciar raffreddare poi frullare nel robot(fig.3) riducendole in purea(fig.4).
Preparare uno sciroppo mettendo in un pentolino il miele, 55g di zucchero e 60ml d’acqua e far bollire per 2 minuti.
Montare gli albumi versando a filo lo sciroppo caldo per circa 5/8 minuti fino a che il composto non risulti ben montato e freddo(fig.5).
Stemperare la gelatina in 2 cucchiai d’acqua in una casseruola piccola resistente al calore e mescolare su fuoco dolce per sciogliere completamente. Unire la gelatina alla purea di albicocche  mescolando con cura, incorporare anche la meringa poca per volta(fig.6 ) e la panna montata(fig.7).
Far bollire mezza tazza d’acqua con 2 cucchiai di zucchero e 4 o 5 cucchiai di liquore all’arancia. Ottenere due strati dal pandispagna(fig.8) . Spennellare uno strato con lo sciroppo(fig.9) , disporre metà della mousse, mettere sopra  il secondo strato di pandispagna(fig.10), bagnare con lo sciroppo e coprire con la mousse rimasta(fig.11), livellare la superficie. Mettere il dolce in frigorifero per almeno 3 ore.
Per la decorazione: pettinare la mousse in superficie ottenendo un effetto rigato, disporre  10/12 albicocche fresche o secche tagliate in modo da formare fiori, disporre anche alcune foglie di cioccolato fondente o bianco(fig.12) o di cioccolato bianco colorato con colorante alimentare verde(fig.13) infine disegnare un cestino con del cioccolato fondente fuso(fig.14) ed eventuali scritte augurali(fig.15).