mercoledì 31 maggio 2023

Di mare e di madri

Inizialmente avevo pensato di accompagnare questa ricetta  di recupero con una storia di mare.
In realtà sono emersi gli insegnamenti di due madri, la mia e quella di Carlo, mio amico d'infanzia, la cui presenza ha popolato altre storie.
Iolanda, madre di tre maschi e la mia di tre femmine , unite dal numero e non dal genere, ma sicuramente  compagne nelle problematiche  di donne occupate e preoccupate nel far quadrare il bilancio famigliare, cosa non semplice vista l'unica entrata  a cui provvedevano i padri.
Se penso al mare penso alle domeniche a Marina di Pisa, se penso alle nostre mamme le vedo rassettare buchi nei calzini, cucire toppe, 
fare e disfare maglioni utilizzando la lana vecchia ben tesa su gomitoli avvolti a mano stendendo il filo alla meglio, riadattare vestiti di un figlio per l'altro che conservavano in ordine nell'armadio,  capi  buoni tenuti  per le occasioni, che erano rare.
Mi appaiono in cucina  a  riciclare pane raffermo, e ,cosa che oggi fa inorridire, utilizzare l'olio che aveva già fritto, macinare i pochi avanzi di carne intridendoli di pane o patate per polpette il cui sapore ricordiamo ancora senza riuscire a riprodurlo.
Tutto era prezioso, vigeva la legge del "non sprecare", e a questo venivamo educati, così ancora oggi faccio fatica a buttare qualcosa che possa diventare altro, la pulitura delle verdure diventa polveri per brodo vegetale, per non parlare di tutti i piccoli avanzi che mio figlio chiama i "cadaveri" che nel congelatore attendono idee per essere degnamente ricomposti.
Il mare era lontano, si raggiungeva dopo ore, le nostre madri invece ogni giorno, ogni ora, ogni minuto ci erano di esempio.
Penso che la gioia di poter utilizzare i carapaci di questi buoni gamberi, freschi di pesca, senza conservanti ,abbia unito l'amore per i sapori del mare con il ricordo di un'antica educazione di economia famigliare del riciclo, che non era fatta di parole ma di fatti reali, tangibili, come i sandaletti  tagliati in punta, le carte alimentari conservate accuratamente che avvolgevano le nostre merende in cartella, il grembiule di scuola che il primo anno era modello a vita bassa, il secondo in vita regolare e il terzo stile impero.
Io e Carlo abbiamo vissuto questo .
Soddisfatta, ammiro la polvere profumata e colorata di questi crostacei in dispensa, mentre  i volti di Iolanda e Lorenza sono impressi come tatuaggi  di amorevole inchiostro.

POLVERI DI CARAPACI

Togliere teste e carapaci ai gamberi. Eliminare gli occhi che rilascerebbero un gusto amaro.
Mettere i carapaci in essiccatore o in forno ventilato a temperatura di circa 55/60 gradi.
Lasciarli essiccare molto bene
Polverizzarli finemente con un macina  spezie


Riporre la polvere in vasetti ben puliti. La differenza del colore dipende dal  tipo di crostaceo.
Da sinistra: gamberi rosa, mazzancolle, gamberi rossi
Queste polveri si possono utilizzare per insaporire, decorare, preparare brodi e infine la fantasia farà il suo.


Nel risotto di mare
 
Negli spaghetti spezzati in brodo di crostacei http://cucinarestorie.blogspot.com/2019/02/il-pesce-del-14-febbraio.html


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