lunedì 16 febbraio 2015

Sofficini in amicizia

Mia figlia Melania e Scilla erano grandi amiche, ogni giorno stavano insieme  ed era difficile per loro trovare il momento del commiato, così accadeva che spesso restassero a pranzo o a cena l'una a casa dell' altra, dall'età di cinque  anni fino a conclusione della loro adolescenza; io e ,credo,  anche mamma Stella, abbiamo cucinato in quegli anni senza considerare di avere  ospiti ma piuttosto un allargamento della famiglia.
Non facevo uso di cibi pronti o precotti per abitudine di famiglia e per una scelta salutare anche se allora non consapevole come adesso.
Melania  e Scilla mangiavano come due passerotti;  pur senza comunicarcelo, penso che entrambe noi madri cercassimo di adeguarci ai loro gusti ma anche stuzzicarne l'appetito.
Melania adorava e decantava la cucina di Stella e mi raccontava i piatti assaggiati con entusiasmo, non so se Scilla facesse lo stesso, ma presumo che fosse possibile anche solo per il fatto che  "l'erba del vicino è sempre più verde".
Una delle cose che Melania apprezzava erano i sofficini,  di marca nota, che mangiava dall'amichetta.
Una sera dopo essermi trattenuta a scuola più a lungo del solito entrai affannosamente nel supermercato senza idea di cosa acquistare da cucinare velocemente per cena, così mi vennero  in mente i sofficini e recandomi nel reparto surgelati  ne  presi due confezioni di gusto diverso, soddisfatta di aver risolto velocemente il problema  del pasto serale, preparai i sofficini ,secondo le istruzioni, e in un batter d'occhio la cena era in tavola. Mio figlio, che non ha mai amato le cose mollicce , cominciò a svuotare l'interno con fare nauseato, mio marito si adattò  mestamente al nuovo menù e mia figlia, ispiratrice della cena, dopo un piccolo assaggio  allontanando il piatto dichiarò che non erano buoni come quelli di Stella.
Ogni casa ha i suoi sapori e io probabilmente avevo violato il sapore di quell'amicizia.

SOFFICINI
 fatti in casa
(ricetta adatta anche 
per i più piccoli )

Ingredienti per 4 persone circa 25 sofficini: 250 gr di farina 00, 250 ml di latte, 25 gr di burro, 1 cucchiaino di sale, 2 albumi, pane grattugiato q.b.
Per la besciamella: 1/4 di litro circa di latte, 2 cucchiai colmi  di farina , 1 piccola noce di burro, noce moscata, sale, pepe.
Preparare la besciamella, per farla velocemente si può usare anche il forno a microonde. Per preparare la besciamella, fare fondere in una casseruola il burro, unire la farina e poco latte mescolando energicamente con una frusta, si può fare questa operazione sul fuoco o fuori da esso,  quando il composto si presenta liscio e denso unire poco per volta il resto del latte, non si formeranno più grumi e si potrà portare la besciamella a cottura mescolando regolarmente, salare, far bollire, infine togliere dal fuoco e unire la noce moscata grattata. Per evitare che si formi la crosta infilare un pezzetto di burro su una forchetta e passare sulla superficie, oppure mettere della pellicola a contatto con la superficie calda. La besciamella si può fare anche nel forno a microonde, far fondere il burro in una terrina, unire la farina e poco per volta il latte in modo che non si formino grumi, mettere nel microonde a 500 per 7 minuti, togliere e lavorare energicamente con la frusta,  mettere a cuocere ancora 7 minuti a 600, controllare la densità e mescolare ancora vigorosamente con la frusta, salare, se risulta troppo liquida continuare la cottura, se troppo densa aggiungere ancora poco latte mescolare e cuocere ancora per qualche minuto, infine mescolare bene ed aggiungere  la noce moscata.



Per il ripieno
1 tazza di  besciamella densa,  
  150g di funghi  freschi  o surgelati  trifolati con aglio, olio,sale e pepe e grossolanamente tritati
aggiungere 100 g di mortadella tritata o prosciutto cotto
  2 cucchiai di parmigiano grattato se gradito.

Mescolare gli ingredienti 
Per l'impasto dei sofficini:

In una casseruola sciogliere il burro nel latte aggiungendo il sale.
 Quando il latte sarà sul punto di bollire, togliere dal fuoco, versare la farina (setacciata precedentemente)
  In un solo colpo  e girare energicamente con un cucchiaio di legno, fino ad ottenere un impasto. 

Versare l'impasto sulla spianatoia, aspettare che si raffreddi un po' e mentre è ancora caldo cominciare ad impastare sul piano di lavoro ottenendo una pasta liscia, omogenea e senza grumi. 
Staccare un pezzetto dall'impasto e stenderlo in  una sfoglia sottile con il mattarello( un paio di millimetri al massimo). Non servirà farina sul piano di lavoro, in quanto  la pasta  non si attaccherà.
Con  un coppa pasta o con il bordo di una tazza larga (diametro 10 cm), creare tanti cerchi, porre in una metà del cerchio il ripieno e sovrapporre sopra l'altra metà,
 Sigillare premendo prima con le dita sul bordo 
e poi con i rebbi della forchetta. 

In un piatto sbattere  i due albumi,  immergere il sofficino  prima nell'albume sbattuto
  e poi nel pane grattugiato su tutti e due i lati. 

Sistemare i sofficini su una teglia su carta forno, con un filo d'olio sia sopra che sotto.
Infornare a 200° per 20 minuti 
girare a metà cottura.
I sofficini si possono anche friggere in padella 



Far sgocciolare su carta assorbente.
Servire i sofficini con insalatina fresca di stagione.
I sofficini che si prepareranno potranno anche essere congelati, prima della cottura, e conservati così per circa  3 mesi.

 Il ripieno si  potrà variare secondo il gusto e la fantasia.



formaggi misti

mozzarella e prosciutto cotto
mozzarella, pomodoro,acciuga,capperi,origano.
 Utilizzando un impasto simile a quello dei sofficini che altro non è che una variante della pasta da bignè si possono creare altri impasti per farciture salate o dolci ecco due esempi.
PARIS BREST SALATA
Ingredienti: 150 g di farina, un  generoso pizzico di sale, 250 g d’acqua, 75 g di burro  o margarina tagliato a pezzetti, 3 uova, una puntina di coltello di lievito per dolci (1 g), mandorle a lamelle q.b, 2 cucchiai  di parmigiano grattato, noce moscata.

Setacciare farina. In una casseruola scaldare l’acqua con sale e margarina finché questa si scioglie.
Togliere dal fuoco, unire la farina setacciata in un colpo solo e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno.



 Si otterrà un impasto denso.
 L’operazione continuerà mantenendo la casseruola su fuoco moderato, mescolando con un cucchiaio di legno finché l’impasto non si staccherà dalle pareti.
                                                        Aggiungere il parmigiano. 
                    Far intiepidire poi incorporare le uova, una alla volta all’impasto. 
Con l'ultimo uovo aggiungere anche il lievito, lavorando con il frullino elettrico finché l’insieme è omogeneo e lucido.
Accendere il forno a 200°. Su carta forno disegnare con la matita un cerchio di circa 20-25 cm di diametro (si potrà utilizzare lo stampo di una tortiera per ricalcare la circonferenza).
Capovolgere la carta sulla leccarda in modo che il segno del lapis non vada a contatto  con l'impasto, infine  con un cucchiaio o con la tasca da pasticcere formare sulla circonferenza con l'impasto  una ciambella. Se si utilizza  una sac-à-pochenon occorre bocchetta basta tagliare la punta per ottenere un diametro di circa 2 cm . Con la sac-à-poche realizzare 3 cerchi  due concentrici  e uno sovrapposto ai due. Cospargere con mandorle a lamelle. Mettere in forno e cuocere per 15’. 


Ridurre la temperatura a 180°e cuocere per circa altri 15 finché la paris brest sia ben dorata e ferma al tocco.
Aprire il forno e tenerla in forno  per 10’ ad asciugarsi prima di toglierla.
 Alla paris brest si potrà dare forma e dimensione desiderata
La paris brest tende ad inumidirsi quindi il giorno  se fosse troppo umida allora porla ad asciugare di nuovo nel forno ventilato per 10’ a 80°/ 100° finché risulterà asciutta. Tagliare la paris brest a metà in senso orizzontale e farcirla a piacere come secondo o come antipasto.

Per la farcitura: 3 carciofi, 200g di patate, 1 uovo e 1 tuorlo, 2 limoni, olio extravergine, sale, pepe, 2 rametti di maggiorana, 30g di grana grattugiato.
Pulire i carciofi e dividerli a spicchi, tagliare i gambi a tocchetti, immergerli in acqua acidulata con il limone. Sbucciare le patate e farle a fette di 1/2 centimetro. Mettere in una casseruola un filo d'olio unire le patate e i carciofi, aggiungere il succo di un limone, salare. 
Portare le verdure a cottura aggiungendo poca acqua se occorre infine scolare. Sbattere le uova con il grana, salare e pepare, unire al fondo di cottura delle verdure, far addensare la salsa d'uovo su fuoco bassissimo mescolando, alla fine aggiungere le verdure tenute da parte e la maggiorana. Farcire la paris brest con la verdura e servire.

Tortelli lombardi
 Ingredienti: 250 ml d'acqua, 180 g di farina, 50 g di burro o margarina, 3 o  4 uova, 40 g di zucchero, 1/2 bustina di lievito per dolci, una presa di sale, profumo di vaniglia , crema pasticcera (dose da 250 ml di latte).

Mettere a bollire in una casseruola l'acqua, insieme alla margarina, lo zucchero e il sale. 
Quando l'acqua bolle e il burro  è completamente sciolto,

aggiungere tutta insieme la farina  setacciata e la vaniglia, fare cuocere fino che l'impasto non stacca dal fondo della casseruola . 
 Togliere dal fuoco e unire le uova una alla volta  girando con un mestolo di legno. Aggiunto l' ultimo uovo unire il lievito per dolci e mescolare energicamente.
 Prendere un foglio di carta da forno, passarlo con del burro o margarina e con una tasca da pasticceria con beccuccio medio rigato, formare delle roselline, avendo cura di restare entro il diametro della padella. 
fatto questo prendere la carta per gli angoli e capovolgerla sopra l'olio, che deve essere alla temperatura di circa 170°, se  non si dispone di una sonda, fare la prova mettendo un poco di pasta nell'olio, se viene subito in superficie e frigge abbondantemente la temperatura è giusta. 
 Dopo pochi attimi le brighelle si staccheranno dalla carta, friggerle da entrambi i lati, 





 Quindi farle scolare su carta assorbente.
Spolverizzare con zucchero a velo o semolato 
oppure farcire ancora tiepidi con crema pasticcera fredda  e passare nello zucchero a velo o  semolato.

Chiaramente i tortelli di Carnevale sono ottimi mangiati appena fritti, caldi o tiepidi! Se si vogliono conservare meglio porli in una scatola di latta foderata con carta assorbente da cucina e chiuderla con il coperchio.

Per la crema pasticcera: 1 uovo, 50 g. di zucchero, 5 g. di zucchero vanigliato o aroma di vaniglia, 2 cucchiai di amido di frumento(frumina), 1/4 litro di latte caldo.

Montare le uova con lo zucchero e l’aroma di vaniglia in un tegame che possa andare sul fuoco 
unire l’amido di frumento, continuando a montare 
Infine unire al latte bollente.


Mettere sul fuoco moderato e mescolare con una frusta finché la crema non raggiunga l’ebollizione. Lasciar cuocere cinque minuti continuando a mescolare. Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire  mescolando ogni tanto. Mettere un foglio di pellicola da cucina a contatto con la superficie della crema e far raffreddare. Preparare la crema con un giorno d’anticipo conservandola in frigo. Dovrà risultar ben densa, eventualmente rendere un po' di leggerezza frullando con un frullino per qualche secondo prima di riempire i tortelli.


Tortelli di Martina

lunedì 9 febbraio 2015

CHE PIZZA!

Per pizza si intende la classica preparazione culinaria, a base di farina di grano impastata con acqua e lievito, spianata a mano  generalmente in forme rotonde e basse, variamente condita e cotta in forno, generalmente a legna o quella disposta in apposite teglie rettangolari e cotta in forni elettrici, che viene venduta a peso. Però  si chiamava "pizza" anche quel nastro che proiettava i film,  e se il film era noioso si diceva: "Che pizza!" 

Ecco questo filmato che spero non vi faccia dire  le stesse parole.


Intervista alla maestra Ivana Acciaioli

  • 1 settimana fa
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Università degli Studi di Firenze, facoltà di Scienze della Formazione Primaria.
Progetto svolto all'interno del corso di Storia dell'Educazione tenuto dal Professore Gianfranco Bandini.



No-Knead Pizza (Pizza senza impasto)

Farina 0 per pizza 600g, acqua 480g, sale 10g, olio 3 cucchiai, lievito 6 grammi.

Intorno alle 21:00 del giorno prima:
Mettere la farina in un’ampia ciotola. Aggiungere il sale e mescolare. Sciogliere benissimo il lievito nell’acqua 
 e aggiungervi l’olio.
 Versare sulla farina.Mescolare sommariamente con le dita di una mano o con una forchetta per massimo una ventina di secondi fino a quando non ci sarà più acqua libera nella ciotola.
  Si presenterà un impasto grossolano e grumoso.
 Mettere in una ciotola che possa contenere almeno il doppio dell’impasto. Sigillare e mettere in frigo nella parte più fredda.

Giorno successivo, ore 16:00:
Togliere dal frigo e lasciare a temperatura ambiente un’ora/un’ora e mezzo (fare attenzione che non passi di lievitazione).
Spolverare di farina la spianatoia, rovesciarvi l’impasto
 e appiattirlo a rettangolo. Piegare a 3 e dividere in due pezzi.
Infarinare di nuovo la spianatoia e ripetere le pieghe su ogni panetto. Arrotondare mettendo in tensione moderata i panetti con l’aiuto della spatola. Disporre in contenitori leggermente oliati e sigillati con la pellicola. Controllare la temperatura di lievitazione in base all’orario di cottura.



Per la cottura alla pala:
Ore 20.00: accendere il forno alla massima potenza ventilato. Mettere nella posizione più alta del forno la leccarda rovesciata o una pietra refrattaria.
Ore 20:30: Impostare il grill o forno statico alla massima potenza. Infarinare bene la spianatoia e stendere delicatamente senza far uscire i gas di lievitazione.
Trasferire su una teglia bassa senza bordi o un vassoio adatto all’infornata (un buon compensato non verniciato è perfetto). Condire velocemente con tutti gli ingredienti senza eccedere con il pomodoro e far scivolare sulla leccarda rovente fino a cottura.
Importante: infornare quando la spia del forno è accesa.

Per la cottura in teglia:
Ore 20.00: accendere il forno alla massima potenza ventilato.
Ore 20:30: Ungere una teglia 30x40 (la cosa migliore è dare un velo leggerissimo di strutto e infarinare). Stendere delicatamente il panetto su una spianatoia ben infarinata senza far uscire i gas di lievitazione. 
Trasferire sulla teglia e completare la stesura. 
Condire solo con il pomodoro,senza eccedere, e infornare alla posizione più bassa del forno (eventualmente appoggiando la teglia sul fondo del forno) per circa 10 minuti (il cornicione inizierà a colorire). Togliere dal forno, completare il condimento e reinfornare alla posizione più alta fino a completamento cottura (circa 5 minuti).


Note:
Non salare il pomodoro onde evitare il rilascio di acqua.
Affettare la mozzarella per tempo e lasciarla scolare.


 Pizza al piatto a 12 ore
Per 8 pizze.
1kg farina per pizza di buona forza (tipo Rossetto per pizza, oppure 70% farina 0 e 30% W 320/330), 610/630g acqua, 1 grammo di lievito di birra,  sale 20 g , olio 25 g.

Per mangiare le pizze a cena, fare l’impasto alle 8.00 di mattina.

Si scioglie il lievito nell’acqua a temperatura ambiente. Si aggiunge la farina setacciata, si inizia a impastare e dopo pochi istanti si inserisce il sale, si impasta ancora e poi si aggiunge l’olio, curando di non lavorare troppo l’impasto, che si presenterà morbido e un po’ ruvido.
Mettere in un recipiente coperto ermeticamente, preferibilmente trasparente. Porre a  circa 22 gradi.

Intorno alle 14:30 (la massa non sarà molto lievitata),  comunque circa 5 o 6 ore prima della cottura si procede alla realizzazione dei panetti (staglio).


Si fanno pezzature da circa 190/200g allungando delicatamente e ripiegando l’impasto su se stesso con 3 pieghe, fino a mettere in tensione il panetto. 
Si ripete dopo pochi secondi questa operazione, si copre, e di nuovo si ripete un’ultima formatura dopo circa 20 minuti, cercando di assicurare una buona tensione. 
Sistemare i panetti ben distanziati in cassette da lievitazione (se le abbiamo) o su tavole di legno leggermente infarinate, coprendo delicatamente con la pellicola o teli.


Dopo 5 o 6 ore (si inforna tra le 20:00 e le 21:00) prelevare il panetto con una spatola. 
Infarinarlo senza sgasarlo e stenderlo utilizzando i polpastrelli cercando di spingere l’aria di lievitazione verso l’esterno del disco.
 La pasta non opporrà resistenza quindi effettuare queste operazioni con delicatezza. 
Condire a piacere 
Infornare a forno caldissimo.
NB: Gestire le temperature delle ultime due ore di lievitazione dei panetti (appretto)  se ci sembrano indietro basterà spostarli nelle ultime fasi,  1 o 2 ore, in un luogo più caldo. Se invece corrono troppo cercheremo un ambiente  più freddo per assicurarsi il giusto punto di lievitazione al momento dell’infornata.

Gestione del forno: si accende al massimo calore ventilato almeno mezz’ora prima, sistemando nel punto più alto, vicino alla resistenza superiore, una leccarda rovesciata o una pietra refrattaria. Poco prima di infornare si accende il grill al massimo calore e si inforna la pizza assicurandosi che la spia sia accesa.

domenica 8 febbraio 2015

Charlotte

La ragazza che era venuta ad abitare nel piccolo bilocale sopra al mio appartamento disse di chiamarsi Charlotte; era una ragazza riservata e gentile ma di una magrezza preoccupante. Si sarebbe potuta definire carina però i  lineamenti tirati e gli immensi occhi che navigavano sul volto scarno non permettevano di godere la perfezione delle sue fattezze. Sembrava che una piccola neonata prematura fosse cresciuta in un corpo  senza riempirne le pieghe scarne, ma negli occhi c'era una sofferenza adulta che niente lasciava trapelare della bimba felice che forse era  stata. 

Nessuna amica la aspettava al portone, nessun passo estraneo sopra la mia testa, percepivo solo solitudine.

Un giorno mi decisi e la invitai a bere una tazza di te, indugiò su di me il suo sguardo,  colsi un alito di diffidenza o forse solo di stupore ma il suo sì non mi permise di indagare oltre con i miei occhi.
Si presentò alla porta con fare garbato e con un mazzo di fiori; non ci fu nessun imbarazzo fra noi, subito entrammo in contatto e parlammo delle nostre vite senza mai  però toccare le note più profonde, io per non urtare la sua suscettibilità lei forse per riguardo di età.
Servii il the e una charlotte che avevo preparato pensando che  fosse carino presentarle un dolce con il suo nome, infatti apprezzò sorridendo, ne mangiò due fette ed io per un momento pensai di essermi sbagliata, poi mi chiese di andare in bagno e mentre  pativo i suoi conati pensavo tristemente alle due povere Charlotte.


CHARLOTTE

Ingredienti per uno stampo di 26 cm di diametro
Per il biscotto: 1 uovo intero , 2 uova ( tuorli e  albumi separati), 150 g di zucchero semolato, un pizzico di sale, 3 cucchiai d'acqua bollente, 120 g di farina 00, 30 g di fecola, 1 cucchiaino di lievito, burro q.b, zucchero a velo q.b.
Mettere le 2 chiare su fuoco debole con 80 g di zucchero e mescolare con la frusta fino a raggiungere circa 40° poi fuori dal fuoco  aggiungere il sale e montare bene con un frullino per  ottenere la consistenza della meringa.  Montare l'uovo intero e i due tuorli con i 3 cucchiai dì acqua bollente, aggiungere lo zucchero rimasto e montare molto bene fino a raggiungere un composto soffice e spumoso.
 Setacciare le due farine con il lievito aggiungerle delicatamente, poche per volta, al composto d'uovo mescolando dal basso verso l'alto facendo attenzione a non smontare, aggiungere a cucchiaiate la meringa italiana e amalgamare bene mescolando dal basso verso l'alto. Rivestire la leccarda con un foglio di carta forno spennellare con burro fuso e spolverizzare di farina. Versare il composto, stenderlo  livellandolo bene su tutta la leccarda. Cuocere a 200° per circa 10 minuti. Rovesciare il biscotto su carta forno spolverizzata di zucchero a velo, spolverizzare anche la superficie del biscotto con zucchero a velo e arrotolare a salame con la carta facendo freddare in tal modo.


Per la crema: Ingredienti:  1 uovo e 1 tuorlo, 100 g. di zucchero, 10 g. di zucchero vanigliato o aroma di vaniglia, 4 cucchiai di amido di frumento (frumina), ½ litro di latte caldo, 125 g di panna, 50g di mascarpone,  2 cucchiai di zucchero a velo.

Montare le uova con lo zucchero e l’aroma di vaniglia in un tegame che possa andare sul fuoco, unire l’amido di frumento, continuando a mescolare infine unire il latte bollente.
Mettere sul fuoco moderato e mescolare con una frusta finché la crema non raggiunga l’ebollizione. Lasciar cuocere cinque minuti continuando a mescolare. Oppure utilizzare il procedimento inverso  cioè versare il montato di uova nel latte caldo, aspettare che sollevi il bollore e mescolare energicamente con la frusta.Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire  mescolando ogni tanto. Mettere un foglio di pellicola da cucina a contatto con la superficie della crema e far raffreddare. Preparare la crema con un giorno d’anticipo conservandola in frigo. Prima di utilizzarla montarla per qualche minuto con il frullino elettrico. Montare la panna  con il mascarpone e lo zucchero a velo. Unire alla crema pasticciera ben fredda il composto di panna e mascarpone mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.


Per la frutta gelatinata: 300 g di frutti di bosco misti anche congelati, 150 g circa di zucchero semolato ,  circa 20 g di agaragar o kuzu.

Far bollire gli ingredienti finché lo zucchero si sia ben sciolto poi scolare una parte della frutta(circa la metà) e continuare a far bollire il resto in modo da ottenere uno sciroppo gelatinoso, mettere di nuovo la frutta nello sciroppo spegnere e far raffreddare.

Per comporre la charlotte
srotolare il salame di pasta, spalmare con la frutta gelatinata (si può usare anche della buona marmellata), arrotolare di nuovo e spennellare l'esterno con una bagna calda fatta con zucchero, acqua e aroma a piacere, incartare con alluminio e mettere in freezer per far solidificare un poco il salame di pasta in modo da poter tagliare agevolmente a fette, si otterranno delle girelle. Foderare lo stampo con pellicola adagiare le girelle sul fondo e sui lati, riempire con la crema chantilly coprire con altre girelle. Chiudere con pellicola e mettere in frigorifero con un peso sopra per pressare la crema. Si possono fare anche charlotte monoporzione. Sformare capovolgendo lo stampo su un vassoio.Togliere la pellicola e servire.